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R.E.M. ITALIA

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Ciao a tutti! Ho creato questo sito con l'intenzione di "stipare" ( chissà perchè sto verbo mi ricorda qualcuno) qua dentro i ricordi le emozioni di questo magnifico tour italiano 2008!Chiunque voglia è libero di mandarmi le sue recensioni..di firmarle, e verranno pubblicate qua! contattatemi pure al seguente indirizzo di posta: modemschizoo@yahoo.it

R.E.M. Italia















Tour 2008

Gli R.e.m. torneranno in italia per le due date di Torino e Bologna..sul forum ne stiamo già discutendo..e se state cercando qualcuno con cui andare al concerto potrete trovare senz'altro compagnia! join us! QUI

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recensione di Lifes Rich Pageant.

Lifes Rich Pageant


In mezzo ad una discografia vasta e, soprattutto, intensissima negli anni IRS come quella degli R.E.M., capita pure che un album come Lifes Rich Pageant venga spesso trascurato. Eppure questo è un disco fondamentale nella carriera del quartetto di Athens, un disco del quale veramente si può dire che segni l’inizio di una nuova epoca.
Intanto, nota forse futile, ma curiosa, è il disco con cui la “band coi puntini” diventa la “band senza apostrofi”, inaugurando una tradizione che sarà peculiare alla band negli anni a venire: il titolo infatti sarebbe "Life’s Rich Pageant" (qualcosa come “lo sfarzoso spettacolo della vita”), frase presa in prestito dal film “Uno Sparo Nel Buio”. Poi è il disco che segna il ritorno, dopo il semi-fallimento delle sperimentazioni di Fables, ad un sound più congeniale alla band, certo debitore ancora della scena folk statunitense, seppur decisamente più rock dei precedenti (cosa che sarà ben più evidente nel successivo Document) con suoni più grintosi e taglienti. E’ l’album del primo disco d’oro (oltre 500.000 copie vendute), trascinato dal successo di Fall On Me. Ma soprattutto è l’album della definitiva maturazione di Michael Stipe: abbandonati, anche se non del tutto, i panni del poeta dimesso che mormora testi incomprensibili, Michael diventa profeta della generazione anti-reaganiana, snocciolando testi di stampo sociale, politico ed ambientalista e tirando fuori dalle sue corde vocali una grinta e una rabbia che nei primi tre dischi era solo lontanamente intuibile.
Il disco si apre con un poker da urlo. L’opening-track, Begin The Begin, fa fede al suo titolo: si ricomincia da capo. Anche se l’insinuante riff di chitarra sembra riportare alle atmosfere “chiuse” di Fables, la voce di Michael è pura rabbia trattenuta e soffocata. Il suo respiro amplificato in alcuni punti del brano fa da contraltare a momenti in cui quasi canta in apnea. Gli stacchi di batteria (straordinario Bill in quest’album! È un caso che ci sia lui sulla copertina?) alimentano una tensione che sembra non avere sfogo. Solo il ritornello dà l’impressione di distendersi per un attimo, prima di bloccarsi per poi ricominciare. La tensione si placa solo nella successiva These Days, funambolica cavalcata verso il ritornello a due voci che sa tanto di inno generazionale. Il ritmo della strofa aumenta vertiginosamente, il ritornello è puro, accattivante rock’n roll. I cori di Mike sono da applausi, la sua voce a tratti passa in primo piano. Tutto è entusiasmo in questo pezzo, persino il testo ha un ottimismo che difficilmente ritroviamo in altri brani ("siamo la speranza, nonostante i tempi"). Sicuramente non nei due inni ambientalisti successivi, che tratteggiano uno scenario inquietante. Sono due chitarre sovraincise a dipingere la sconfortante immagine del cielo che crolla sotto le piogge acide nella splendida Fall On Me. Il crescendo ansioso e malinconico della canzone, ancora grazie all’ottimo Bill, culmina nel ritornello a tre voci che è emozione pura. "Compra il cielo/e vendi il cielo/e dì’ al cielo/e di’ al cielo/di non cadere su di me", implora Michael. "Beh, potrei tenerlo su io/ma allora non sarebbe più cielo", gli fa eco Mike. C’è sconforto e desolazione, mentre un’evocativa linea di basso introduce la successiva Cuyahoga (è il nome di uno dei fiumi più inquinati d’America, talmente inquinato che nel 1970 prese fuoco...), che disegna scenari ancora più apocalittici. "Fatti una foto/fatti un souvenir", del nostro mondo in devastazione restano solo ricordi. Non resta che unirsi e costruire una nuova nazione, come auspica Michael.
Probabilmente è nella sequenza di queste prime quattro tracce che si esaurisce la parte migliore dell’album, anche se c’è ancora spazio per le sorprese (d’altra parte siamo dinanzi al ricco spettacolo della vita!) e per una varietà stilistica davvero inedita. Peter gioca a fare il gangster nella divertente Underneath The Bunker e il cowboy con tanto di banjo nell’intro di I Believe. Mike gioca a fare il Superman (e la prima voce, finalmente, dopo il “furto” di Rockville) nella cover dei Clique che chiude con un tocco di amara leggerezza l’album. Michael si sbizzarrisce in vocalizzi nella folle Just A Touch (il cui riff sarebbe stato ripreso anni dopo in Bad Day) mentre il pianoforte scivola impazzito sopra il pezzo smorzandone l’attitudine punk e stravolgendola in chiave quasi rockabilly (la canzone probabilmente parla di come Michael visse il giorno della morte di Elvis Presley). Ovviamente non mancano brani sulla classica scia remmiana, come la già citata I Believe, che gioca sul contrasto tra musica scoppiettante e linea vocale melodicissima; o la vivace Hyena, che si apre addirittura con una specie di ghigno animale; o The Flowers Of Guatemala, che nella prima parte ricorda la Perfect Circle di Murmur, per poi evolversi in un intricato intreccio di voci ed accelerare inaspettatamente, regalandoci addirittura uno dei rari assoli di Peter. What If We Give It Away è un esperimento quasi pop piuttosto inedito per gli R.E.M. che, pur non proponendo nulla di originale, può dirsi comunque riuscito. Ma la vera sorpresa è la drammatica Swan Swan H, una scarna ballata acustica che si adagia su una melodia che sa di dolorosa ninna-nanna folk, mentre, supportata dal suono della fisarmonica, racconta gli orrori della guerra, e che anticipa le atmosfere e i temi di quello che anni dopo sarà considerato dai più il capolavoro degli R.E.M.: Automatic For The People.
In definitiva possiamo parlare di Lifes Rich Pageant come della prova del nove, la prima “rinascita” della band dopo la loro prima crisi. Il disco sembra cementare l’unione tra i membri del gruppo, musicalmente come umanamente, e dimostra forse in maniera definitiva l’enorme talento dei quattro. Il terreno a quello che sarebbe stato il successo commerciale del successivo Document è preparato...
Valentina



In questi giorni la "Redazione" di R.e.m. Italia sta lavorando alla stesura delle recensioni di TUTTI  gli album degli R.e.m. ..ma non solo!!!
Abbiamo anche intenzione..no cioè lo stiamo proprio facendo..di TRADURRE TUTTE LE CANZONI DEGLI R.E.M. DALLA PRIMA ALL'ULTIMA!!
Che altro..stiamo aggiungendo foto e stiamo perfezionando la sezione tour...insomma seguiteci in questa impresa e supportateci! =)
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Ciao a tutti !!!
Il sito piano piano sta crescendo..voglio ringraziare tutti quelli che stanno facendo il sito..davvero..se non ci fossero LORO  tutto questo non sarebbe possibile..LORO sono dei fan degli R.e.m. che hanno aderito (piu' o meno) spontaneamente a questa iniziativa lanciata dalla sottoscritta. Quindi chiunque puo' partecipare alla realizzazione di questo sito. Basta contattarci sul forum o via mail..
Prossimamente faremo una pagina apposita a questi LORO :D vabbeh che siamo molto informali noi di R.e.m. Italia..ma credo che un minimo di gloria ( quale? :D ) ci debba essere...forse una sorta di piccolo riconoscimento..o giusto per sapere un minimo di chi ha realizzato il sito..
Grazie Ragazzi!!!!
M.













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ECCO LE VARIE DATE CON RELATIVE FOTO E RECENSIONI!!!
ENJOY! =)




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Tour 2008



* PERUGIA, - 20/07/2008

* VERONA, - 21/07/2008 -

* NAPOLI, - 23/07/2008

* UDINE, - 24/07/2008

* MILANO, - 26/07/2008 -

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