Welcome to R.E.M. ITALIA...
PERUGIA
RECENSIONI:
Mesi di attesa ripagati alla stragrande. Se qualcuno si sta ancora chiedendo come deve essere IL concerto perfetto non ha mai visto i REM live.
Ore 9,30. Luci spente, urlo disumano. I 3 (+2) R.E.M. salgono sul palco e prendono posizione in quello che mi sembra un nanosecondo. In un istante mi ritrovo Mike Mills dritto dritto davanti a me, con una camicia arancione più sgargiante delle luci del palco, il suo cappello da cowboy e un’espressione che più pacifica e soddisfatta non si può. Peter Buck è dall’altro lato, ma visibilissimo dalla mia posizione, tutto nerovestito e un po’ intimidito. Michael Stipe si muove per tutto il palco, e presto mi appare davanti in tutto il suo splendore, vestito con un completo bianco, camicia a righe ed una cravatta che diventerà l’oggetto del desiderio di migliaia di persone (la toccherà, farà finta di sfilarsela, ci si asciugherà il sudore, alla fine la toglierà, farà finta di lanciarla, ma poi la lascerà cadere ai suoi piedi, pronta per essere recuperata dagli “schiavi” a fine concerto).
Si parte!
E la partenza è scontata: Living Well Is The Best Revenge (più di un titolo! Una filosofia di vita!), opening track dell’ultimo album, pezzo adrenalinico che catapulta all’istante nell’atmosfera “siamo a un concerto dei REM”! Se mai ce ne fosse stato bisogno, perché il pubblico era bello “caldo” già da un po’. L’adrenalina non scende, perché il pezzo successivo è un’altra bomba. Anche se io avrei preferito la “gemella vecchia” It’s The End Of The World..., Bad Day live spacca e di brutto, tanto che nel ritornello Michael ci cede volentieri il microfono per cantare con lui! Solo due pezzi, ma già siamo conquistati...Michael ci chiede se ci stiamo divertendo (che domande!), ci chiede le prove...Un urlo basterà? Noi siamo già senza voce...E c’è da urlare ancora, perché dal nostro Mostro preferito arriva uno dei pezzi più famosi di sempre, What’s The Frequency Kenneth, e non c’è una sola mosca che vola su Perugia che non la sappia a memoria! Michael corre per il palco, si agita, gesticola, si mette in posa (lui può permetterselo!), ci guarda uno per uno, sorride...Peter saltella e ridacchia (!). Scott si agita con l’entusiasmo un bambino. Mike si arrampica sulle casse. Ma la vera bomba, di nome e di fatto, dev’essere ancora sganciata! Perché The Wake-Up Bomb non solo è tra i miei pezzi preferiti di uno dei miei album preferiti, ma è anche un pezzo che (a differenza dei primi tre) non ero molto sicura di aspettarmi...Beh, dopo 4 pezzi tosti una ballatona ci sta tutta...Ma Lei, Drive, proprio non osavo sperarla...Uno dei capolavori della band di Athens...Quando Peter ha attaccato quell’arpeggio...Dovrò ricordarmi per sempre dell’emozione di quell’istante quando qualcuno mi chiederà perché Peter Buck è uno dei miei chitarristi preferiti. Michael ci ipnotizza. Ci chiede di scandire il tic-toc con la mano, e i toni del pubblico cantante si fanno più sommessi. Michael ci introduce la canzone successiva dicendo che è una delle sue preferite del nuovo album. Non a caso è il nuovo singolo Man-Sized Wreath, che live appare più grintosa che sul disco. Il “give me some” è tutto da urlare. E dopo un pezzo nuovo, un tuffo nel passato con un classico, Fall On Me, altro ritornello urlato da tutti. E poi l’immancabile momento politico, una canzone ispirata ad un “governo terribile”, una Ignoreland che ho faticato a riconoscere dalle prime note tanto è diversa, mooolto meglio, in versione live rispetto al disco, dove non mi ha mai convinta in pieno. “Un’altra delle mie canzoni preferite del nuovo disco”, dice Michael. Scott va al piano e partono le inconfondibili note di Hollow Man. E...sorpresa! Qui parte il pogo! Neanche il tempo di rifiatare che parte un altro classico che non mi aspettavo: The Great Beyond, sulla quale, udite udite, il pogo continua mentre ci sgoliamo per cantarla. Una sfilza di hit che culmina con una delle mie preferite, So Fast So Numb, e mi sa che qualche migliaio di persone lì aveva i miei stessi gusti, perché è ancora gente che si sgola, alza le braccia (Michael dà il segnale, come un incantatore, noi lo seguiamo). Ora è il momento di rifiatare. Peter prende l’acustica. Tra il pubblico serpeggia il nome di Final Straw. Invece è Houston, non la mia preferita di Accelerate, ma il momento è buono per fermarsi, bere un sorso d’acqua e pensare che forse “la serata perfetta” esiste. Poi Michael inizia a parlarci di Los Angeles e di Hollywood, Mike è al piano, ed io muoio, perché Electrolite è la canzone che una volta stava per farmi piangere senza motivo in metropolitana, davanti a tutti, ed ogni volta che la ascolto ho un leggero timore di quelle che possono essere le mie reazioni! E siamo a 3 pezzi di Adventures...Oltre ogni aspettativa, davvero. E’ la volta di Imitation Of Life, ancora un pezzo da cantare dall’inizio alla fine! Come on, come on...Michael incita. C’è bisogno? Ancora un tuffo nel passato, un riff inconfondibile, una canzone memorabile. Qualcuno inizia ad urlare “fire” prima ancora che Michael inizi a cantare la mitica The One I Love. E, attenzione, Michael scende dal palco, passeggia davanti alle transenne, la gente è in delirio. Poi la magia...Se ne vanno tutti tranne Michael e Mike che siede al piano. Poche, emozionanti note...Qualcuno tra il pubblico scoppia a piangere. E incominciamo a cantare, piano pianissimo, perché Nightswimming merita una notte tranquilla e toni sommessi. E proprio vero: cannot describe Nightswimming...Siamo senza parole...These things they go away / replaced by everyday...Ma quando si tratta di emozioni ogni volta è come se fosse la prima...Finita la canzone Michael e Mike si guardano negli occhi per un lunghissimo istante e si sorridono. La telecamera fissa quel momento sui maxischermi e quella è una delle immagini che mi rimarrà più impressa del concerto. Il collasso lo rischio seriamente, perché ora rientrano tutti, Peter alla tastiera, i tre non-chitarristi alla chitarra. Tutti in cerchio. E parte una meravigliosa versione acustica di Let Me In...Cioè, Let Me In appresso a Nightswimming significa che i REM mi leggono nel pensiero, perché a questo punto mancherebbe solo Half A World Away ed avremmo completato il trittico delle “mie” canzoni...Ma rimarrà un sogno, anche perché ora è il momento di un poker scoppiettante, 4 pezzi uno di seguito all’altro, senza pause. Il primo è una sorpresa: un’inaspettata e graditissima (almeno da me) Get Up, che consente a Michael di cantare finalmente da solo (noi facciamo i cori stavolta!). Segue Horse To Water, sulla quale il più scatenato sembra essere Bill (con gran divertimento di Peter che lo osserva). E, tanto per continuare a sgolarci, una I’m Gonna Dj da far tremare le vene e i polsi e le nostre povere ugole. A chiudere il cerchio dei fuochi d’artificio “finali”, Orange Crush, con un Mike scatenato ad incitare il pubblico ed un Michael più istrione che mai, su e giù a bordo palco col suo megafono. Silenzio. Escono. Applausi, ovazioni. Poi di nuovo “AR-I-EM, AR-I-EM”. E tornano, stavolta con Supernatural Superserious, già un classico. Inutile dire che l’abbiamo cantata tutti in coro, vero? Poi Peter si gira (gosh!), posa la chitarra (gosh!), prende il mandolino (gosh!)...E’ Lei, la Regina di tutte le canzoni dei REM, una Losing My Religion che spinge parecchi dei presenti a telefonare agli amici per fargliela ascoltare. Solo per questo pezzo Peter torna ad essere “l’uomo che non ride mai” (forse un leggero disappunto per il volume leggermente basso del mandolino?). Michael si dichiara felice di essere a “Prusg” (pronuncia una cosa simile), felice che non piova, che ci sia il sole, e quel leggero venticello che “porta via il nostro sudore”. (Mi verrebbe da dire “Should we talk about the weather?”, ma la terza da Green sarebbe pretendere troppo!). Qualcuno commenta ridacchiando “Che banalità!”, anche Michael se ne rende conto (sì, è sulla nostra stessa lunghezza d’onda), ci guarda scuotendo la testa e ride, e noi ridiamo con lui (vedi alla voce = interazione col pubblico. Ah, se tutti gli artisti fossero così! Ha chiacchierato con noi praticamente tutta la sera, guardandoci in faccia, sorridendoci...). Ora ci avverte che sta per arrivare un pezzo vecchio, è Driver 8, e noi ancora a saltellare. Poi Mike si avvicina e Michael ce lo presenta, come se ce ne fosse bisogno...E’ il momento della sua canzone, anche se Don’t Go Back To Rockville ormai è un po’ la nostra canzone, un vero inno, come se fossimo tutti cowboy! Persino l’ineffabile Peter, che si avvicina al microfono di Scott per cantare (o far finta di cantare, io sospetto nel lip-synch!) i cori! Mike sorride come un bimbo, ci ringrazia (il suo “grazie mille” è il meglio pronunciato della serata!), Michael se lo coccola, commenta con un “b’llissimo” (senza la “e”), prima di annunciarci “una delle prime 4/5 canzoni che abbiamo scritto”. Dalla preistoria sbuca 1.000.000. Rimaniamo spiazzati solo un attimo, poi ancora a saltare e ballare! Ed è giunta la fine...Michael ci guarda quasi commosso, ci ringrazia in italiano, in inglese, ci guarda, ci saluta, presenta i suoi compagni, ringrazia ancora gli Editors, sembra quasi non voglia smettere più. E la voce ci sarebbe ancora, accidenti. Lo dimostra l’ultimo brano, ovviamente Man On The Moon. Dapprima Michael si accontenta di invitarci a muovere le mani sul yeah-yeah-yeah-yeah, poi scende di nuovo verso le transenne e si ferma davanti a noi! Un movimento tellurico attraversa la folla...Mani protese verso di lui, purtroppo (per poco, ahimè!) non arrivo a toccarlo...Sono abbastanza vicina solo per rimanere abbagliata dall’azzurro dei suoi occhi (ecco! La tv non rende giustizia!) e dalla dolcezza del suo sorriso...Sono pochi secondi, poi torna su, la canzone finisce, ancora sorrisi, ringraziamenti, baci e abbracci. I tre R.E.M. si riuniscono al centro del palco a raccogliere l’ultima ovazione prima di andarsene, belli come il sole, 150 anni in 3 ed energie da spendere. Accidenti a loro che cavolo di serata mi hanno regalato!
Valentina
Beh che dire....emozione grandissima anche grazie al posto secondo me...un'arenina in pieno centro!Non sembrava un concerto dei R.E.M.!!Tutto raccolto...nei limiti del possibile. Stavo a 20 metri dal palco ma con tutta tranquillità...grande pubblico dai 18 ai 60 (minimo) insomma una ficata!
Loro in grande forma (anche Rieflin un grande!!!) e senza perdere troppo tempo ci hanno sparato una trentina di canzoni in più di 2 ore di concerto...grandi!!!
Siccome nn mi ricordo l'ordine vi scrivo album per album le canzoni fatte:
Cronic Town: 1.000.000
Reckoning: Don't go back to Rockville
Fables: Driver 8
Life: Fall on me (senza commento.....veramente!)
Document: The one I love
Green: Get up, Orange Crush
Out of Time: Loosing my religion
Automatic: Drive, Ignoreland, Man on the moon, Nightswimming
Monster: Kenneth, Let me in
New Adventures: the wake-up bomb, so fast so numb, electrolite
Reveal: Imitation of life
Accelerate: Living well's..., Man sized wreath, Supernatural superserious, hollow man, houston, horse to water, I'm gonna dj
Bad day e the great beyond
Aiuto...non mi ricordo se ce ne erano altre!!!Cmq superlativo!!!!
Per ora un bacio grande a tutti!!!!!
Ciao!!
Gabriele
***
S-P-E-T-T-A-C-O-L-O
Non credevo potessero avere quella potenza dal vivo. Canzoni eseguite perfettamente, Michael Stipe che si muoveva e saltava per tutto il palco, scendendo anche a contatto con i fans in prima fila!
E poi le canzoni... Tutte le canzoni più famose, dalle più vecchie a quelle più recenti, fino ai brani dell’ultimo disco! Il concerto è cominciato con LIVING WELL IS THE BEST REVENGE, per poi attaccare subito BAD DAY con tutto il pubblico a saltare, e poi altri brani passando per DRIVE (che crea un’atmosfera incredibile!!), IMITATION OF LIFE (eseguita benissimo, una delle migliori del concerto secondo me!), NIGHTSWIMMING, ORANGE CRUSH, ELECTROLITE e tante altre... Alla fine pausa e poi tornano per l’encore che comincia con SUPERNATURAL SUPERSERIOUS per poi proseguire con LOSING MY RELIGION, dove praticamente è venuta giù l’arena! Altri tre o quattro brani, di cui uno cantato alla grande da Mike Mills e la chiusura, più bella che mai, con MAN ON THE MOON!! Grandissimi R.E.M.!! Sono tornato a casa con le orecchie attappate e senza voce, ma ne è valsa assolutamente la pena! Amo questo gruppo, sanno fare grande musica e continuano ad ottenere un grandissimo successo!! Che bellooo...
E mentre riprendevo con il cellulare "Imitation Of Life", cantavo a manetta e ripensavo a tanti anni fa quando vedevo quel video su MTV di quella canzone, quel video un po' strano, di quel gruppo... E 7 anni dopo chi l'avrebbe mai detto: stavo lì, quasi avanti al palco a saltare e cantare quel ritornello "Come on, come on, no one can see me cry..."
THE EDITORS: bravissimi! Non conoscevo nulla, ma mi sono piaciuti tantissimo! Bella voce il cantante e belle canzoni, belle musiche!!
Sambo
***
ECCO LE VARIE DATE CON RELATIVE FOTO E RECENSIONI!!!
ENJOY! =)
LOCARNO
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Ciao a tutti! Ho creato questo sito con l'intenzione di "stipare" ( chissà perchè sto verbo mi ricorda qualcuno) qua dentro i ricordi le emozioni di questo magnifico tour italiano 2008!Chiunque voglia è libero di mandarmi le sue recensioni..di firmarle, e verranno pubblicate qua!
Tour 2008
* PERUGIA, - 20/07/2008
* VERONA, - 21/07/2008 -
* NAPOLI, - 23/07/2008
* UDINE, - 24/07/2008
* MILANO, - 26/07/2008 -
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